L’ex Pad Sergio Cofferati si trasferisce a Genova
Avrete sicuramento letto sui giornali di oggi che il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha deciso di non ripresentarsi per il secondo mandato, di mollare tutto per trasferirsi a Genova dove vivono la nuova compagna e il loro Edoardo, di pochi mesi. I due raccontano di aver provato a fare i partner a distanza per un po’ ma che non funzionava, il bambino si «straniva» con quell’andirivieni, Cofferati si sentiva in colpa soprattutto verso il pupo. Sui giornali di oggi Raffaella rilascia interviste trionfanti, alla domanda «ma perché non si è trasferita lei a Bologna?» risponde «perchè amo troppo il mio lavoro (addetta stampa allo Stabile di Genova). E lui, il suo lavoro non l’amava ? Ci sto riflettendo da un pochino, non so ancora se si tratta di una svolta storica in chiave femminista (finalmente è l’uomo a sacrificarsi) o se sia il caso di leggere questo caso con chiave vecchio stile (lei, molto più giovane di lui, si era scocciata, gli ha detto «o ti trasferisci a Genova o ti mollo» e lui ha obbedito). Voi cosa ne pensate? Comunque sia, auguri ai neoricongiunti. Antonella


Mah, io non la leggo in nessuna chiave particolare. Secondo me lui ha già qualche “aggancio” a genova (il che non mi sembrerebbe strano!), si sarà fatto due conti ed ha visto che il trasferimento poteva convenirgli. Magari lei, invece, se avesse lasciato il giornale, avrebbe avuto più difficoltà a trovare un lavoro a Bologna altrettanto soddisfacente.
Ma vi siete “ricongiunti” tutti, o porprio di cofferati nn ve ne importa niente?!
Me lo chiedevo anch’io… Siete spariti… Tutti a Genova come Cofferati? L’autrice
Tutti a Genova con lui? ma no, ma no!
…in realtà sapremo il perchè del trasferimento quando il suo nome comparirà da qualche parte per candidature di non si sa cosa a Genova… eheh… sicuramente ci sono motivi più politici che romantici, come diceva anche FrancescaTh… (e non penso che lei avrebbe fatto fatica a trovare un buon lavoro anche a Bologna, visto chi è il suo “pad”) se l’ha fatto per il pupo, mah, tanto meglio ovviamente…ma non ci credo… (e per la propria immagine dire “mi muovo IO per il pupo” fa mooooooolto effetto!)
Beh, sono d’accordo con Cofferati. Io però uso una doppia tattica: ricongiungimenti temporanei sotto lo stesso tetto (max due anni, ma non siamo rigidi) e nella stessa città, Roma, che in quanto a distanze e traffico, fa passare la voglia di piombare in casa…