domani 29 novembre E vissero felici e lontani sbarca a Lecce (Campi salentina)

Cari amici domani 29 novembre alle 12 sarò a Campi salentino (pochi km da Lecce) per presentare il libro nella rassegna La città del libro. Se qualcuno sarà da quelle parti si affacci!!! Purtroppo ci sarò solo io perché Piero è inchiodato a Torino da una colica renale arrivata giusto ieri. E pensare che ci eravamo organizzati un weekend niente male. Sigh!

3 Risposte to “domani 29 novembre E vissero felici e lontani sbarca a Lecce (Campi salentina)”

  1. Povero Piero!
    dai su, coraggio… il prossimo weekend vi rifarete! : )

  2. Mi viene da chiedere ma coma fate? 5 anni di convivenza a distanza io ci sto dentro da quasi 4 e non so +come organizzarmi io 28 lui 36 insomma nn so + se continuare o troncare,sn stanca d treni ritardi e imprevisti che sconvolgono i piani ..consgili?

  3. Ciao a tutti, sono Paola, nuova di questo blog e di tutti i blog in assoluto.
    vagando in internet mi sono imbattuta in questa pagina…
    in realtà stavo cercando informazioni su questo libro.
    ebbene sì, anch’io sono una PAD!
    io che mai ho creduto nei colpi di fulmine nè tanto meno alle storie a distanza.
    E invece ho preso due piccioni con una fava!!!
    ci siamo conosciuti in vacanza, in un villaggio turistico (mamma mia…una di quelle situazioni che prima consideravo così banali…).
    Io lì a divertirmi con le amiche, di uomini non ne volevo sapere, venivo da un periodo…diciamo tre anni, in cui il mio cuore era stato messo ripetutamente in un frullatore.
    e poi incrocio il suo sguardo.
    cotta, andata, persa.
    da quella sera non ci siamo più lasciati.
    un anno e quattro mesi di amore, sacrifici, litigate, km… 350 quelli che ci dividono.
    ogni volta che c’è un treno in ritardo, oppure la nebbia a rendere difficoltoso il viaggio in auto, ogni volta che dopo una giornata di lavoro prendo il treno per un pelo con il cuore che mi scoppia dalla corsa penso… ma cosa stiamo facendo???!
    poi lo vedo, mi sorride, e io realizzo che sarei pronta a farlo altre mille volte pur di stare 48 ore con lui.
    i problemi sono tanti, tantissimi… lui lì ha un lavoro sicuro, un’attività di famiglia che non vuole nè può lasciare, io qui ho i miei genitori che non voglio lasciare soli (sono figlia unica e non sono più tanto giovani), ogni volta che si parla di possibili trasferimenti cade il gelo.
    poi la mia gelosia. sono un’insicura da ricovero, e spesso capita che gli faccia delle scenate(ovviamente telefoniche) per cui lui si interroga sulla mia sanità mentale… non poter essere lì con lui, sapere dove va, con chi, a volte mi terrorizza, ho la sensazione di perdere il controllo della situazione. (lo so mi ci vuole una psicoterapia!).
    all’inizio sono io quella cha ha vacilalto di più, spesso mi facevo prendere dallo sconforto… mi lamentavo con lui quasi facendolo sentire in colpa… salvo poi comunque fare mille sacrifici per vederlo, perchè a quello non ci ho mai saputo rinunciare.
    ora che ho trovato un mio equilibrio è lui quello che vacilla, che dice che mi ama ma non vede futuro, perchè teme che io non accetterei mai la possibilità di trasferirmi lì.
    ma io mi dico… c’è tempo per pensare a questo, perchè mettere il carro davanti ai buoi??
    perchè deve farsi prendere così dal panico? che poi fa andare in panico anche me!
    si è raffreddato. finchè stiamo insieme ridiamo, ci abbracciamo, facciamo un sacco di progetti… tempo che io salga in treno o lu in auto e ripiomba nel baratro del “non so se ce la faccio… ho l’angoscia…”
    non so più che fare, mi sta facendo impazzire!
    come posso fargli capire che solo il tempo ci dirà che direzione prendere? di non avere fretta…
    io penso che se c’ l’amore, se quello che desideriamo di più è stare con lui,
    non c’è ritardo, sciopero che tenga,
    lo facciamo e basta…

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