Fidanzati a distanza da 5 anni??? Non ci credo!

Cari amici, ieri sono andata al cinema (abbiamo visto Il pranzo di Ferragosto, de-li-zio-so, andateci) con la mia amica Rossella e con la sua amica Luciana che avevo conosciuto prima delle vacanze e si era entusiasmata e divertita molto con E vissero felici e lontani. Uscite dal cinema Luciana mi ha raccontato che a Gallipoli quest’estate raccontava del libro e della coautrice (me) e che più di una persona aveva reagito dicendo: «Stanno insieme a distanza da cinque anni?? Non ci credo, non è possibile! Si sono inventati tutto per scrivere il libro». Retrogradi, conformisti, paladini dell’amore appiccicaticcio? Non so: quel che è certo è che nel 2008 i Pad sono ancora visti come marziani, strana gente che vuole sfuggire alle regole. Tirando le somme di tutti i commenti che mi è toccato sentire in questi 5 anni, il pensiero più aperto e benevole che si può avere di noi è che stiamo sì con un partner a distanza ma che in fondo non ce ne importa più di tanto, trattasi di relazione molto leggera, utile a passare le vacanze insieme o giù di lì. Difficile far credere che l’amore tra me e Piero e tra quelli come noi (almeno fino ad oggi, incrociamo le dita) è molto profondo e serio. A un certo punto della serata con Rossella e Luciana si è parlato anche di matrimonio a distanza: commentando la storia di un suo amico di Napoli che sta per sposare una di Genova Rossella e Luciana dicevano «è assurdo, a cosa serve?». Per me, invece, non è affatto assurdo ma forse vivo nel 2050 e ancora non me ne sono accorta. E voi cosa ne pensate?

Piero (in replica stanotte) su La7 a «Due minuti un libro» (6-10-2008)

Cari amici, vi chiedo scusa ma sono piuttosto rimbambita. Qualche giorno fa ho telefonato all’ufficio stampa di Alain Elkann per chiedere quando sarebbe andata in onda l’intervista di Piero a “Due minuti un libro”: mi ha detto lunedì alle 10, 15 e io, assolutamente convinta che fosse alle 10,15 di stasera, solo oggi a mezzogiorno, quando mi stavo accingendo a scrivere l’appuntamento sul nostro blog (e avevo già mandato un sms a tutti i nostri amici) mi sono accorta della clamorosa toppa. Se tra voi ci fossero insonni (o semplicemente dotati di videoregistratore e in grado, diversamente da me, di usarlo) l’intervista è in replica stanotte alle 4 e 05. Antonella

Parla di noi anche il blog “dalleprimebattute”

Dimenticavo di segnalarvi che parla di noi anche il blog di Chiara Perseghin… eccolo qui

Ghigliottina.it parla del nostro libro

Cari amici, Giuditta Mosca mi ha fatto una divertente intervistina. La trovate qui

MANCANO I SOLDINI? FUORI LE IDEE!

Ciao a tutti! Sono conscio di toccare un nervo scoperto per tutti noi ma penso sia giunto il momento di farlo. Siamo tutti in crisi finanziaria o quasi: e quale categoria più di quella composta dai PAD è colpita da tale penuria di denaro? Le spese salgono a dismisura, i biglietti aerei (e meno male che ci sono ancora ancora, gli aerei vista l’aria che tira…) e quelli dei treni sono diventati preziosi come gioielli; le spese di casa esplodono, un pomeriggio di shopping sta diventando un lusso che si possono permettere in pochi, una cena al ristorantino è una fucilata. Dunque la domanda è questa: come vi state difendendo? A cosa rinunciate? Quali escamotage avete studiato per incontrarvi? Quali sono i problemi cui andrete incontro per le prossime (e non lontane!) vacanze natalizie? Ormai siamo sul terreno della solidarietà umana: aiutiamoci che Dio ci aiuta. Condividete con tutti i blogger di questo sito le vostre esperienze e le vostre soluzioni: saremo PAD più felici di prima alla faccia dei nostri conti in rosso. Avanti ragazzi, siate fantasiosi!

Piero

Starà male o mi starà tradendo? (25-9-2008)

Cari amici, mi piacerebbe sapere se, a tarda sera, vi è mai capitato di non riuscire a mettervi in contatto con il vostro (o la vostra) Pad. E conoscere le vostre reazioni. Prima i fatti: lunedì mattina saluto Piero a Montecatini dove l’avevo raggiunto per il weekend (lui stava seguendo la Coppa Davis per il suo giornale) torno a Roma, nel pomeriggio gli dico che a cena sono da Susanna con altre due amiche, lui mi informa invece, che, essendo stanchissimo, dopo il lavoro se ne torna a casa. Doverosa premessa: sono molto ansiosa, specialista nell’immaginare tragedie. Altra doverosa premessa: in cinque anni non è mai successo che non ci sentissimo prima di dormire. Una volta tornata a casa, un po’ prima di mezzanotte lo chiamo e il telefono di casa è staccato, o occupato. Lo chiamo quindi sul telefonino ma non mi risponde. MI metto tranquillamente a leggere qualche pagina di Memorie di un’adultera, pensando che lui stia parlando al telefono e per questo non risponde. Poi riprovo, e ancora niente. Leggo, riprovo: niente. E l’ansia comincia a montare visto che ormai è passata quasi un’ora. Allora comincio a pensare a come fare per appurare che non abbia avuto un malore, che sia svenuto nella vasca da bagno o qualcosa del genere, maledico i 600 chilometri e rischiando di farmi mandare a quel paese mando un messaggio alla sua amica storica sperando che presa anche lei dall’ansia si precipiti a casa di Piero: niente da fare, sta dormendo, è tutta presa dalla sua cagnolina operata al mattino e la sparizione di Piero non la preoccupa affatto. Idem la sua amica Susanna, a cui mando un altro messaggio. Quando stavo ormai per chiamare i vigili del fuoco di Torino squilla il telefono: è Piero che comunica di essersi addormentato sul divano, che il cellulare era silenzioso e il telefono di casa probabilmente attaccato male. Meglio così, posso dormire tranquilla non prima di avergliene dette di tutti i colori. Giuro di non aver mai pensato che stesse facendo chissàcosa chissaconchi ma di essermi solo preoccupata per la sua salute. E mi sono sorpresa molto quando il mattino dopo, raccontando la vicenda a una mia collega lei mi ha detto: «Io avrei pensato subito che era con un’altra». E voi, vi è mai capitata una cosa del genere? E come avete reagito?

Antonella

Domani 19 settembre “E vissero…” a Radio2 su “Colazione da Tiffany” di Luca Bianchini

Cari amici domani lo scrittore Luca Bianchini parlerà di noi nella sua intrigante trasmissione Colazione da Tiffany, alle 10 su Radio2. Me l’ha fatto scoprire mia sorella, sua accanitissima fan (stregata dai suoi libri) e oggi l’ho conosciuto in carne e ossa, qui nella redazione di Panorama, dove era venuto a trovare un collega. E’ davvero molto simpatico, ho naturalmente chiamato subito la sua fan numero uno (mia sorella) che l’ha tenuto un quarto d’ora al telefono, poi ho telefonato a Camilla, l’addetta stampa della Giulio Perrone editore che lo conosceva e ha voluto parlargli anche lei. Insomma, estasiato da tutte queste attenzioni, Luca ha deciso di inserire “E vissero felici e lontani” nella sua trasmissione domani. State in ascolto

Antonella

E vissero … sabato 13 settembre a Radio2 Rai

E vissero felici e lontani torna in radio. Sabato alle 14 circa Stafano Graziosi ne parlerà nel programma Giocando di Radio2 Rai.

A grande richiesta “E vissero felici e lontani” viene ristampato

Cari amici siamo molto contenti di informarvi che anche grazie a voi e all’interesse che state creando intorno al tema dell’amore a distanza “E vissero…” sta per essere ristampato. Peccato che non si possa intervenire sul testo ma solo sui refusi perché altrimenti saremmo tornati sul tema «Telefono, come, quando, quanto». Il dibattito acceso da Valentina con il suo angosciante racconto del fidanzato a distanza sparito per due giorni mi ha fatto pensare molto: se è vero che in amore non dovrebbero esistere delle regole sono anche convinta (e Piero la pensa allo stesso modo) che per i Pad si debba fare eccezione per quella del telefono: a patto ovviamente di non esagerare (eviterei la chiamatina ogni mezz’ora) il Pad dovrebbe sempre essere  reperibile: già non ci si vede quasi mai, se poi si devono limitare anche le telefonate che vita (e che relazione) è? Insomma, cari partner a distanza, rendetevi raggiungibili, e anche se avete qualcosa di spiacevole da dire, come nel caso del fidanzato di Valentina, fatelo, non dissolvetevi, perché la sparizione è un atto di vera crudeltà verso l’altro. Altra notazione: avete fatto caso al fatto che questo forum è animato soprattutto da donne che si interrogano sui sentimenti, che analizzano al microscopio comportamenti e telefonate dei vari fidanzati? Dobbiamo dedurne che le donne sono, come da tradizione, quelle che si rovinano giornate e vita a spasimare per amore e gli uomini prendono tutto un po’ troppo alla leggera? O, semplicemente,  amano meno scrivere? Maschi a distanza, fatevi sentire!

Antonella

E vissero felici, lontani e squattrinati (8-9-2008)

Stamattina, quando, appena tornata dall’ultima (aiuto!) godutissima settimana di vacanze estive con Piero ho guardato il blog e ho letto il post di Ale, ho provato un grandissimo senso di colpa. Perché giorni fa ero stata un po’ troppo superficiale nel commentare il messaggio della sua fidanzata, inquieta da quando lui gli aveva comunicato che causa scarse finanze avrebbero dovuto rinunciare ai loro incontri per un mese. Ale, appunto, mi ha riportato con i piedi per terra: se i soldi non ci sono, insomma, non è che un Pad può andare a rubare per incontrare la sua bella collocata a un tot di chilometri di distanza. Quello delle finanze, non c’è dubbio, è forse l’unico vero punto debole di un rapporto a distanza, come ci hanno puntualmente ricordato ad ogni presentazione di E vissero felici e lontani: due case da mantenere, doppie bollette, biglietti aerei e ferroviari sempre più cari, etc etc. E’ un punto debole per due 46enni come noi e ancora di più per tanti universitari (vedi la romana Ariel e il suo fidanzato torinese che sembrano una versione giovane di me e Piero). Scherzando io e Piero ogni tanto diciamo che cI piacerebbe un giorno o l’altro fondare un’Apad (associazione partner a distanza) che possa ottenere sconti da Trenitalia e dalle varie compagnie aeree, chissà se riusciremo ad arrivarci. Intanto cerchiamo di risparmiare: io, per far quadrare i conti ho tagliato le cene fuori a Roma, me ne concedo molto poche e, nei week end cerchiamo sempre di vederci a Roma o a Torino perché l’alberghetto a metà strada ci costerebbe molto ma molto di più. E voi, come fate a mettere nel salvadanaio la quota mensile per gli incontri con il vostro e la vostra partner a distanza? Antonella